L'ultima cura di Elena Mandolini - Dark Zone

April 19, 2020

 

Passione: 9 “Si divora”

Originalità: 7 “Non innovativo”

Creazione del mondo: 7 “Con sorpresa”

Caratterizzazione personaggi: 9 “Empatici”

Trama e Intreccio: 9 “Ben congegnato”

Incidenza del Fato: bassa.

Copertina: 9 “Rende il romanzo”

Finali 8 “Lineare”

 

 

 

Ho impiegato alcuni giorni per prendere a mano questo libro a causa del titolo “L’ultima cura” e della copertina che non promette nulla di rilassante .. avevo il timore che non fosse lettura adatta al periodo. Mi sbagliavo. Immaginare anche solo su carta che può andare molto peggio della realtà mi ha sollevato il morale.

 

“Queste foto ritraggono tutte me. Oddio”

 

Il libro di Elena tocca almeno una decina di sottocategorie narrative … ma di base è un thriller medico e, come ogni buon thriller, le pagine non si leggono: si divorano.  L’empatia con la protagonista è enorme, vivrete in prima persona l’esperienza di uno “strano” ricovero che la porterà alla ricerca di segreti celati nell’ospedale e legati al suo passato. Tutto condito dal dubbio di stare impazzendo di paranoia.

 

“le dita storpie afferrano una costola che fuoriesce dalla carne lacerata. Spezza l’osso di netto. Lo avvicina alla bocca deforme. Si ferma e ingoia”

 

La struttura è molto ben organizzata, i segreti svelati man mano che sentirete crescere il vostro disagio, i vostri incubi e sospetti che la “cura” non sia effettivamente tale. Ottimo che, alla fine, ogni parte aperta venga chiusa in maniera appagante. La costruzione del mondo e l’ambientazione non sono “nuove” ma sono sicuramente sfruttate al meglio per l’idea sviluppata.

 

“è tutto a posto. Sul serio”

 

La protagonista è sviluppata veramente bene e devo dire che anche tutti i secondari hanno le loro caratteristiche ben delineate. Nulla è lasciato al caso in un eccellente gioco di incastri dove ogni azione comporta una reazione.

 

“il lamento della creatura è straziante, carico di tormento. Triste e acuto”

 

Il finale è buono, logico e ben spiegato qualcuno potrebbe dire “buonista” ma, per me, in linea con la storia. Forse troppo “spiegone” senza guizzi di sorpresa.

 

“tra pochi giorni tutto sarà finito”

 

Posso dire che “chiodo scaccia chiodo” e alla fine il terrore del libro supera la realtà aiutando a sorridere della nostra situazione, stare a casa non è poi così male.

 

Consigliato a chi non si impressiona e ama i thriller medici.

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