L'amuleto di Samarcanda di Jonathan Stroud

January 27, 2020

 

Passione: 9  “Lenta solo la parte centrale”

Originalità:  9,5 “Innovativo”

Creazione del mondo: 9,5 “perfetto

Caratterizzazione personaggi: 9,5 “Strepitosi”  

Trama e Intreccio: 8 “Originale”                

Incidenza del Fato: “Bassa”

Copertina: 6,5 “Discreta”

Finale: 9 “Ottimo”

 

 

L’amuleto di Samarcanda è un libro da non perdere. Mi ha catturato subito perché non avevo mai letto nulla di simile (e poi amo i libri pieni di note). Divertente e irriverente, un gran libro con un finale degno. Ottima l’ambientazione storica e ottimo tutto lo sviluppo dei piani dimensionali. Un libro molto molto bello. La storia è consequenzialmente logica e dinamica indubbiamente originale e imprevedibile. Imperdibile. Interessante il fatto che scaglioni l’invocazione di demoni come cosa “buona” e “normale” invece che legata al concetto di malvagità. Vi varrà voglia di mettevi a tracciare pentacoli in salotto…

 

«Ti rendi conto di quello che mi stai chiedendo, ragazzo?»

 

Abbiamo due protagonisti molto validi, se Nathaniel è reso molto bene come bambino dalle grandi potenzialità in Bartimeus troverete un personaggio spumeggiante, imprevedibile e magnificamente reso (vorrei averlo ideato io!). Ottima la crescita del ragazzo.

 

“Ebbi il piacere di vedere il ragazzo trasalire. I suoi occhi cercarono a destra e a sinistra: senza dubbio si stava chiedendo se ero lì.”

 

La trama è buona, logica e comunque imprevedibile. I cattivi si muovono a loro volta causando imprevisti molto piacevoli. L’ intreccio è dinamico e regge bene la logica.

 

«L'ultima cosa che mi interessa è fare conversazione con un adolescente pelle e ossa, quindi risparmiami le tue formulette a pappagallo. Qualcuno si sta approfittando di te. Chi è, il tuo maestro, immagino? Un vecchio codardo che si fa scudo di un ragazzo!» Frenai un po' col fumo e per la prima volta mostrai i miei contorni, fiocamente sospesi nell'ombra. «Mandare me a derubare un vero mago è come scherzare con il fuoco due volte.

 

La Londra di inizio secolo è resa benissimo così come è stupenda la teoria dei piani dimensionali. La varietà degli incantesimi e delle invocazioni è strepitosa così come i vari “demoni”. Grande fantasia applicata molto bene.

 

«Non più di dieci minuti fa si è infilato dentro uno dei tuoi comignoli sotto forma di nube malefica. Ti sorprende che sia venuto subito a reclamare il mio oggetto? E adesso che sono dentro...» Lovelace sollevò la testa come se sentisse un buon odorino. «Sì, ne percepisco l'aura. Deve essere qui vicino».

 

Della copertina esistono diverse versioni quella che ho io non mi fa impazzire ma almeno centra il tema.

 

«È la tua ultima possibilità» dissi. «Qualunque cosa Lovelace intenda fare, fidati di me: la farà adesso, prima che l'afrit si accorga dell'aura dell'Amuleto. Ce l'ha intorno al collo: pensi di potergli scivolare alle spalle e metterlo in vista? Farebbe insorgere i maghi».

 

Il finale è molto ben congegnato, audace e ricco di fantasia. Impeccabile logicamente e avvincente.

 

Consigliato a tutti.

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