La luna di River di Antonella Albano

August 26, 2019

Passione: 7  “Non corre”

Originalità:  8 “Diverso”

Creazione del mondo: sv

Caratterizzazione personaggi: 8,5 “Vivi”  

Trama e Intreccio: 8 “Interessante”           

Incidenza del Fato: “Bassa”

Copertina: 4 “Orrenda”

Finale: 8 “Piacevole”

 

Antonella ha un grosso merito: è riuscita ad affascinarmi con le due figure che meno gradisco del mondo fantastico, prima mi ha fatto fare pace con i vampiri (Io, Liam recensione qui) e ora con i licantropi. Questa volta Antonella è stata molto più introspettiva a livello di personaggi e, per i miei gusti, fin troppo descrittiva e questo ha compromesso, in parte, la mancanza di ritmo iniziale. È un libro che va preso con calma come un vecchio treno d’epoca, gustando il paesaggio durante il viaggio. Una volta acquisita velocità il treno viaggia buon ritmo senza più rallentare. Il dono di Antonella è ridare fascino a tematiche abusate e diventate sinonimo di trash, solitamente rifiuto vampiri, licantropi e angeli perché materia di mielose storie d’amore inverosimili ma per fortuna non è il caso di questo volume (si la storia d’amore c’è ma non mielensa, tutt’altro) che è anche condito da quel pizzico di mistero che non guasta.  Il messaggio di fondo che ci sia bisogno degli altri per guarire nel profondo mi piace un sacco. Mi piace che sia un libro finito non ne posso più di leggere saghe.

 

“River era inarrestabile, proprio come il corso di un fiume e Francesca adorava sentirsi River, quelle poche volte che se lo concedeva.”

 

La parte più bella sono indubbiamente i due protagonisti, vivi, sofferenti e pieni di difetti. Perfettamente espressi e veri perché deboli e vulnerabili. Ottimi alcuni secondari come Amaranta. Non ho gradito troppo i flashback sulla madre che forse si potevano inserire a dosi minori.

 

“il lupo compie il rito … nel suo occhio si specchia la luna”

 

Il fato ogni tanto bussa ad aiutare la narrazione ma si tratta di piccole forzature che si possono perdonare perché comunque sono i protagonisti a scrivere la loro strada.

 

“non aveva ancora trovato la vita a cui approdare … ma quel limbo faceva al caso suo”

 

Non posso giudicare l’ambientazione perché non conosco quella parte d’Italia ma comunque sembra funzionale.

 

“ogni volta ci vuole tutto il coraggio del mondo per lasciare il proprio rifugio e andare ad affrontare la giornata”

 

Il finale è valido, funzionale, logico. Per niente scontato il mistero legato al passato  della protagonista ma romantico alla morte il finale vero e proprio.

 

“È come se dentro te ci fossero due persone”

 

La copertina proprio non mi piace, sicuramente si poteva fare di meglio.

 

Consigliato a chi vuole riscoprire i licantropi scritti bene.

 

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