I superstiti di Ridian di Marta Duò - Plesio

June 19, 2018

 

Passione: 8 “Intrigante”

Originalità:  9  “Fantascienza inusuale”

Creazione del mondo: 7 “Qualche buco”

Caratterizzazione personaggi: 8,5 “Gustosi”  

Trama e Intreccio: 8 “Semplice ma funzionale”    

Incidenza del Fato: Medio-bassa.

Copertina: 9 “Perfetta per il libro”

Finale: 8 “Emozionante ma senza sorprese”

 

Stupidincipit.

Ti alzi al mattino scoglionata dalla tua vita grigia-monotona-priva di ogni stimolo insomma non hai voglia alcuna di andare a scuola: il tipo affasciante del primo banco non ti guarda, la tua migliore amica ha comprato la tuta spaziale che volevi prendere tu senza dirti nulla, probabilmente verrai interrogata in ‘storia della colonizzazione’ e non hai studiato i 10 metodi migliori per cancellare ogni traccia di vita dai pianeti e pensi “come vorrei che tutto questo scomparisse”. Non fai in tempo a bere un caffè che la tua città esplode e ti trovi in un pianeta ostile rapita da alieni … e allora, solo allora, ripensi che andare a lezione non era poi così male…

 

 

Recensione:

Sono abituato a concepire la fantascienza usando come metro di misura Star Wars o Star Treck o Asimov, questi pilastri hanno accompagnato la mia vita fin da quando ero piccolo. Ridian esce piacevolmente da questi standard e percorre una strada per me nuova quella della fantascienza introspettiva. Ci troviamo su un pianeta rovinato dagli umani colonizzatori spietati di un nuovo mondo e da secoli in guerra con i nativi. Il libro narra le ultime fasi del conflitto attraverso gli occhi di una ragazzina rapita dagli autoctoni e catapultata a contatto con la cruda realtà: sono gli umani ad essere gli alieni “cattivi”. Il romanzo lascia molto da riflettere al lettore su quella che è la concezione della guerra stessa ponendo diversi temi di riflessione importanti: In un mondo che ha perso la speranza si può ritrovare empatia fra esseri completamente diversi ma affini nello spirito? Può l’odio sbocciare all’interno della stessa razza seppur unita da un comune scopo?  Penso che l’angosciante (nel senso buono, siamo in una situazione di merda…) immedesimazione con Nerissa sia il pregio maggiore di questo libro.

 

“Ho provato vergogna per come hanno ridotto Ridian. Comprendo il motivo del vostro odio”

 

I personaggi sono molto ben riusciti Nerissa e Daar hanno una crescita emozionale ed emozionante: Lei fragile ma tosta non disposta a soccombere al destino, Lui dalla scorza dura ma sensibile e intelligente. Hendel rimane il personaggio più ambiguo, quello da cui ci si aspetta qualcosa di più. Ottimo l’antagonista.

 

“Accusate i miei simili di essere disumani, come se fossimo una distorsione di noi stessi, ma anche voi siete ridotti allo stesso modo”

 

Ridian è un pianeta simile alla terra ma distrutto dalla guerra continua per la supremazia delle due specie. Sulla creazione del mondo e i suoi meccanismi qualche “perché” resta oscuro ma senza che ciò incida con la trama, io avvertito la mancanza di una spiegazione chiara su quanto successo durante la guerra centenaria forse qualche flashblack in più poteva dare maggiore fascino alla storia. Si sente la mancanza di una difesa del punto di vista umano che la protagonista per la sua giovane età e per l’essere cresciuta in un ambiente protetto non è (giustamente) in grado di fornire. Devo invece fare un plauso a Marta per la tecnologia usata in maniera varia, credibile e innovativa.

 

“Avrebbe voluto dirle che non avrebbe sofferto mai più, ma non ne ebbe il coraggio”

 

La trama è unica, senza troppe sorprese ma perfettamente logica. Emozionante in ogni parte del racconto anche se precorribile (soprattutto il finale). La narrazione scorrevole e piacevole nonostante la lunghezza dei capitoli (che, mio gusto, non amo)

 

“tu riusciresti a scappare anche su per le montagne, dipende se è nel tuo stile o no”

 

L’epilogo è molto dinamico e ben reso nella sua emotività, decisamente più incalzante ma senza sorprese degne di nota.

 

“Se questo è il mio popolo che non distingue più la disumanità dal rispetto, allora non voglio più farne parte”

 

L’influenza del fato medio-bassa: apprezzo che i protagonisti si muovano in conseguenza al loro intelletto ma, a tratti, si ha la sensazione che qualche evento accada perché deve essere così.

 

“Riesci a vedere al buio vero? Alcune microunità sono ora nel tuo cervello”

 

La copertina trasmette perfettamente l’idea del romanzo.

 

“Siamo tutti soldati ogni nostra azione è finalizzata alla sopravvivenza”

 

Consigliatissimo agli amanti della fantascienza, soprattutto a chi ama le storie fuori dai canoni standard.

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