Salto 2018

May 16, 2018

Per essere a Torino ho rischiato nuovamente il divorzio ma come il Salone non c’è altra fiera e non volevo mancare. Ringrazio mia moglie perché 4 giorni sono una grande concessione.

 

 (una vista che mi emoziona sempre)

 

Il ritorno delle Big ha indubbiamente rovinato il fascino di equità respirato lo scorso anno. Il popolo dei lettori ha, in buona parte, snobbato le piccole-medie per gettarsi nuovamente sui grandi marchi creando un paradosso veramente inconcepibile. Non ho niente contro le Mondadori o Feltrinelli del caso ma perché un lettore (si presuppone quindi più intelligente della media delle capre) debba pagare il biglietto d’ingresso per andare a comprare in stand, a prezzo pieno, un libro che troverebbe comodamente sotto casa (nelle stesse catene e magari in sconto, la Mondadori a Bologna ad esempio fa una politica di sconti mensile veramente invogliante a fidelizzarsi) non riesco a comprenderlo. Quando trovate una risposta logica ditemelo perché le Big solo in pochi casi avevano gli autori presenti per firma copie (e allora avrei capito e giustificato l’acquisto).

 

 (casa Echos)

 (casa Plesio)

 

Quest’anno ho avuto due case, i miei figli hanno infatti madri diverse: la Echos e la Plesio. Devo dire che il poter passare da uno stand all’altro mi ha permesso di ridurre al minimo i punti morti ed essere operativo in più fronti con mia somma gioia. E ha anche creato qualche divertente deja-vu: scusa ma tu non mi hai appena venduto un libro dall’altra parte?

 

Casa Echos.

Stand molto grande in casa echos ma si capisce subito che le dimensioni non contano perché risulta non funzionale. Un lato è coperto da una colonna ed è morto. Il fronte non permette più di tre persone affiancate alla vendita e si affaccia su di un corridoio troppo largo in cui la gente passa a gran velocità senza nemmeno buttare l’occhio. Unico punto di pregio un tavolino in cui gli autori si sono alternati in firmacopie funzionali. Troppo nervosismo tra il trio di capi che penso nessuno di noi abbia gradito. Il piacere di avere un nuovo allievo Samuele e ritrovare la mia spalla/fratello Christian Sciatt. Molti eventi organizzati con personaggi importanti e famosi (da cui mi sono immediatamente dileguato) fra cui il solo a funzionare davvero è il grande Sig. Distruggere. Ritrovare vecchi amici nonché grandi scrittori è sempre un piacere Marco (con l’immancabile Vanessa), Gianpaolo, Davide e il già citato Vincenzo. A questi si aggiungono i nuovi: Andrea, Annalina, Samuele e Simona con la bellissima Pina che ci ha scaldato i piedi e riempito di bacini ( è un cane dolcissimo).

(la Pina) 

 

Casa Plesio. Un esordio per me a Torino. La prima volta con tanti autori e devo dire una esperienza di vendita completa, cinque autori (io, Federico, Emanuele, Lorenzo e Marta) in grado di muoversi indipendentemente e con competenza coadiuvati dal capo Giordana (onnipresente e onnicompetente). Servire tre- quattro persone alla volta senza pestarsi i piedi anzi spalleggiandosi a vicenda è stata una dimostrazione di forza sottolineata dalla chiusura di moltissime doppiette/triplette e anche qualche sporadica vendita anche superiore in quanto a numeri. Un clima molto piacevole e disteso. Uno stand piccolo ma perfetto che ha permesso di muoversi bene in una posizione ottima e di grande flusso.

 (il sig. Distruggere distrutto dall'influenza)

 (Darth Sciatt, il mio allievo ha ceduto al lato oscuro)

 (mio giovane allievo non esiste provare, esiste vendere o non vendere)

 

Cose indimenticabili:

 

  • Toccare con mano il mio libro delle Donne da colorare.

  • Fare i turisti per una sera con Samuele, Sciatt e Colucci.

  • I bacini della Pina.

  • Il gelato alla gianduia.

  • La lettrice che, il girono seguente all’acquisto, aveva già finito Stoneland entusiasta.

  • Girare con Sciatt alle otto e mezza del mattino per il salone deserto.

  • Vedere Emanuele Maia dormire dietro al bancone.

  • Snobbare Orietta Berti.

  • Imparare una parola nuova: Filologo

  • Vedere che il libro a cui ho fatto da editor piace.

  • Incontrare di persona Luca Morandi.

  • Comprare tanti bei libri tutti autografati (tranne sto Jules Verne che non sono riuscito a capire in che Stand fosse)

  • Vedere gli occhi di Giordana quando si è accorta di avere perso le chiavi di casa e della cassetta dei soldi.

  • Vedere sorridere Susanna dopo tre giorni di Schizzofrenia.

  • Gli adesivi della Echos (fondamentali!!!)

  • Vedere un intera classe fare il passaparola e tornare a comprare i libri sorpresa della Plesio.

  • Saltare i pasti senza accorgersene.

  • Vendere libri di altri autori parlandone con competenza senza averli mai letti.

  • Istruire il mio nuovo allievo che passa da 1 a 6 libri venduti grazie ai miei consigli e l’esempio di Sciatt.

  • Vedere una lettrice molestare Sciatt vestito da morte.

  • Incontrare visi conosciuti prima solo su Facebook

  • Essere partito senza giacca e senza ombrello e non avere mai preso una goccia di pioggia nonostante il diluvio.

 (Samu lui non è tuo padre ma sei ancora debole per batterlo)

 (quattro autori in cerca di gelato)

 

Ma veniamo alle cose serie, come dico sempre: sono felice quando vendo un libro ma lo sono molto di più quando vendo un mio libro.

24 Stoneland coadiuvati da tre doppiette con il secondo volume mi fanno migliorare la prestazione dello scorso anno ed eguagliare il mio ex-allievo Sciatt con il suo nuovo Best Sellers: Se mi addormento muoio (no Sciatt i libri che regali non fanno classifica!) che però vince la nostra personale sfida aggiungendo il suo primo libro Quattordici giorni.

Su Felsina non ho dati certi ma stimo tra i dieci e i venti volumi venduti (il bello di avere altre persone che lo vendono anche quando non ci sono).

I mostri sono andati per cinque o sei copie, esordio timido per Donne ma con tanti complimenti dalle mamme.

Il prossimo anno sarà solo meglio. Ora posso annunciarlo: è previsto l’arrivo di un nuovo bambino di carta proprio per il salone targato Plesio (rimanete sintonizzati per novità a riguardo).

 

 

 (la battaglia fra il bene è il male è finita in pareggio)

 (Darth Sciatt crea nuovi seguaci)

 

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