Nonaroth di Angelo Berti - Watson

January 19, 2018

 

Passione: 9 “Non vedi l’ora di continuare”

Originalità:  7  “Niente di nuovo”

Creazione del mondo: 7 “Open world” 

Caratterizzazione personaggi: 9 “Protagonista stupendo”  

Trama e Intreccio:  8 “Avvincente”

Incidenza del Fato: Alta

Copertina: 7 “Sbagliata ma bella”

Finale: 8 “Lineare ma piacevole”

 

 

Difficile recensire un amico ma lo sarebbe ancora di più se scrivesse corbellerie illeggibili. Angelo, invece, è un menestrello della fantasia, un pittore armato di penna a cui bastano tre parole giuste per disegnare esattamente luoghi e persone. Leggere un suo libro è come parlarci di persona, potresti continuare ore senza annoiarti. 

 

Nello specifico la magia  Nonaroth è tutta nel coinvolgimento (letto in una settimana). Fin dalle prime righe si viene trascinati a vivere la storia di un assassino e di una strega, personaggi non proprio semplici come immedesimazione, con una facilità sbalorditiva.

 

Nel romanzo non troverete nulla di innovativo ma perché, semplicemente, non ce ne è bisogno. Nonaroth è una fiaba oscura quindi non deve stupire, deve comunicare qualcosa, deve fare riflettere e vi assicuro che ne rimarrete piacevolmente destabilizzati perché il messaggio di fondo è molto importante.

 

“c’era una sola via da seguire. Quella della foresta delle ombre. Quella che nessun uomo sano di mente avrebbe affrontato in una notte del genere. Ma lui aveva perso il senno”.
 

L’alternanza fra il presente e il flash-back regala il giusto ritmo e permette di arrivare assieme al protagonista alla soluzione del “problema” passo dopo passo, emozione dopo emozione. Se all’inizio può sembrare “banale” come storia è invece piacevolissimo coglierne il mutamento e le svariate sfaccettature a diversi sottolivelli.

 

“la bambina sorrise e quel sorriso lo ferì più di quanto nessuna lama fosse mai riuscita a fare”

 

Avrei gradito una costruzione del mondo più dettagliata soprattutto perché quella che il dott. Berti  propone è una versione di strega non comune che avrebbe meritato qualche informazione in più per il lettore. Sicuramente è bello che le cose si scoprano pian piano che la storia procede ma Angelo sceglie di giocare in un Open World (in cui non ci sono regole note al lettore per cui ogni cosa che avviene è comunque possibile) e questo personalmente non lo gradisco molto (devo dire che comunque Angelo è bravo a  non abusare di questa libertà), preferisco i mondi più strutturati.

 

“pensa quello che vuoi. Tu non attenderai nessuno. Io sono l’ultima persona viva che vedrai”

 

Tutto si accentra su Aegon e la sua vita, un personaggio magnifico e in continuo mutamento interiore elaborato in maniera magistrale. Uno degli antieroi migliori che abbia mai letto. Gradevole anche la sua controparte femminile accecata dalla fede.

 

“nei suoi occhi non vide pazzia, il che la preoccupò ancora di più. L’imprevedibilità di un pazzo è meno pericolosa di uno che ragiona lucidamente”

 

L’influenza del destino è altissima ma in questo caso non guasta essendo comunque il perno della storia.

 

“il mostro stende una tela, ti ammalia, ti attira. E quando arrivi troppo vicino… ti mangia”

 

Il finale è avvincente tanto da incollarti alle pagine, impossibile da interrompere anche se manca la svolta inaspettata. Qualche morto in più ci sarebbe stato… bene. L’epilogo in linea col romanzo ne è la degna conclusione.

 

La copertina è bellissima, ma per me è sbaglita anche se potrebbe essere stata concepita appositamente per trarre in inganno il lettore.

 

Consigliato a chi ama il dark fantasy e le storie "tuttodunfiato".

 

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