PESTILENTIA DI STEFANO MANCINI - ASTRO EIDZIONI

 

 

 

 

 

 

Passione: 8 “Intrigante”

Originalità:  9 1/2 “Inaspettato”

Creazione del mondo: 9 “Ben congegnato” 

Caratterizzazione personaggi: 9 e ½ “Quasi perfetti”  

Trama e Intreccio:  9 “Ben architettato”

Incidenza del Fato: Bassa

Copertina: 9 “Bella ed in tema”

Finale: 8 1/2 “Logico”

 

Intervista all'autore qui

 

Questo libro è tremendamente raccapricciante il che significa che Stefano è stato bravissimo. Leggendo sentirete l’odore di pus, morte e carne in putrefazione unita ad escrementi e altre allegre cose simili, d’altronde comprando un libro di nome Pestilentia che vi aspettavate? Spiagge assolate con Puledre ( o Manzi ) in bikini e un odore di carne alla brace? No avrete solo miseria e sporcizia in un mondo gretto dove ognuno pensa solo a sé stesso e alla sua sopravvivenza. L’immedesimazione sarà tale da farvi storcere il naso. Il tutto ovviamente necessario per riuscire a capire a pieno le dinamiche che spingono i vari protagonisti del racconto e questa è una cosa importantissima, è la prima volta che riesco a giustificare completamente un antieroe come Shree la ladra protagonista della storia.

 

Con i vari personaggi Stefano ottiene la parte più affascinante del suo lavoro, vivi, diversi, ognuno con le proprie debolezze e i propri spettri ma stupendamente reali anche se, a causa del mondo creato, forse ostici per l’immedesimazione, infondo non c’è un vero e proprio protagonista per cui fare il tifo ma più personaggi importanti che odierete o amerete a seconda delle vostre idee ma che, comunque, susciteranno in voi una reazione, un emozione. Cosa non banale v’è una forte crescita e cambiamento dei protagonisti stessi durante la narrazione.

 

Vi ho letto anche una critica non velata all’attuale situazione religiosa con cui, a me, è venuto fin troppo facile fare un parallelo (e questo può piacere o meno  a seconda di chi legge).

 

Ogni personaggio è padrone del proprio destino ed influisce con le proprie scelte sulla trama che si rivela geniale ed imprevedibile ma pur sempre estremamente logica.

 

L’intreccio è piacevole ed emozionante a partire dalla caccia all’uomo della prima parte passando per gli intrighi della chiesa e andando a finire nella battaglia finale.

 

L’originalità è tanta non saprei nemmeno come collocarlo come genere di fantasy, mi aspettavo una storia di zombi (che tanto van di moda adesso) e mi sono ritrovato un romanzo di avventure pieno di sfaccettature da gustare in ogni parte. Interessante come Mancini riesca, spesso, a sostenere con abilità dibattiti fra due punti di vista contrastanti, ottimo davvero.

 

Il finale, eh! Il finale è giusto, logico, pensandoci non poteva che finire come narrato anche se vi ritroverete a sperare il contrario e non aggiungo altro se no Spoilero.

 

La copertina è di fattura stupenda e aiuta molto a calarsi nel mondo creato

OSTILIUM  DI STEFANO MANCINI - DARK ZONE

Passione: 8 “Di corsa”

Originalità:  7  “Rielaborazione di tema trito”

Creazione del mondo: 6 “Necessitava di maggiori dettagli”

Caratterizzazione personaggi: 9 “Ottimi”  

Trama e Intreccio: 8 “Semplice ma con sorpresa”

Incidenza del Fato: Media

Copertina: 9,5 “Ottima”

Finale: 9 “Alternativo”

 

Stupidincipit

Fare il boia di mestiere è una scelta di vita mai semplice: solo lavoro, niente famiglia, niente amici, sesso solo a pagamento, clienti che non tornano mai una seconda volta e il disprezzo delle persone anche quando fai il tuo lavoro al meglio. La sfortuna è risaputo non è cieca infatti, appena firmi un contratto a chiamata senza assicurazione, i demoni iniziano ad invadere il mondo in cui vivi per cui tutti i criminali vengono sbattuti al fronte invece che passare sotto la tue scure. La tua vita diventa ancora peggiore del solito e ti rassegni ad una vita di stenti. Ma non basta. Quando un vecchio compagno dell’esercito ti propone una “gitarella fuoriporta” questa non può che, ovviamente, rivelarsi una missione suicida…

 

Recensione

 

L’inizio di questo romanzo è insolitamente intrigante, si parte da un esecuzione capitale e non si capisce, per i primi capitoli, chi sia il protagonista. In seguito la vicenda si delinea spingendo forte sulla tavoletta del gas, un terzetto veramente insolito è chiamato ad un’impresa epica ai limiti della resistenza umana. Inseguimenti, battaglie e colpi scena ben architettati dall’autore rendono piacevole lo scorrere delle pagine.  Personalmente, quindi una questione di gusti, i libri con “le missioni o gli oggetti da ritrovare” non sono più fra i miei favoriti ma ho trovato molto gustoso l’inganno che Mancini ha riservato ai lettori. Inutile negarlo l’idea di base Ostilium è classico del fantasy niente di nuovo ma originale è l’avventura che è stata costruita attorno ad essa (bella la parte nelle fogne). Il libro è molto faticoso si corre sempre, sempre, sempre anche allo stremo delle forze per cui preparatevi a stancarvi con i protagonisti mentre leggete.

 

“Nell’affondare i piedi nella bruma, a Blythe sembrò di percepire ancora l’eco delle grida di dolore e spavento che dovevano aver animato la città durante i giorni dell’assedio e poi del massacro.”

 

Se sullo stile e la forma Stefano è sicurezza di qualità, questa volta qualche difetto sulla trama emerge. Il dazio maggiore penso si paghi sulla costruzione del mondo in cui la frenesia degli avvenimenti, la costante fuga dai demoni inseguitori non permettono una spiegazione-costruzione narrativa solida e ricca di quei particolari che danno sapore alle storie (a me sono rimasti diversi “perché” nella mente).

 

“Per combattere un nemico devi conoscerlo, non credo esista verità più assoluta di questa”.

 

I tre personaggi principali sono perfetti nella loro individualità Keldrak perso e infognato nella sua missione, il boia che ritrova uno scopo nella vita seguendo l’amico e Blythe, la loro improbabile guida, spinta da una “misteriosa” motivazione personale. Geniale la parte del misterioso demone inseguitore che però forse avrebbe meritato maggior spazio.

 

“Non credere sia facile affrontare un demone. Non lo è con una spada in mano, figurati a parole”.

 

L’influenza del destino è media, i protagonisti a volte sono troppo fortunati anche se ci mettono del loro per uscirne vivi dai guai in cui si ficcano.

 

“Quel tipo Keldrak …lui è l’ultimo. Se uccidi lui, non ci sarà nessuna latro che possa tentare di seguirne le orme.”

 

Il finale è bello indubbiamente, probabilmente la parte più bella del romanzo e destinata a fare discutere, io personalmente lo approvo a pieni voti (se non fosse che, per chi ha il naso fino, sia precorribile).

 

“Non avevo bisogno di vedere questo posto per saperlo. Ma fosse anche l’ultima cosa che faccio, ti condurrò all’Ostilium”

 

La copertina è stupenda.

 

“tu …” l’additò “tu sei pazza!”

 

Consigliato a chi piacioni i romanzi con Missione da compiere e a chi piacciono gli inseguimenti a perdifiato.

 

 

 

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