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Il filo invisibile del silenzio di Francesca Beltrame - Echos

October 22, 2018

 

Ho letto Il filo invisibile per scommessa personale, ammetto che quando la Echos mi ha mandato le nuove uscite ho storto il naso: un libro incentrato sulla pittura non poteva che essere una palla... poi ho avuto Francesca al mio fianco a Libri in cantina e vederla parlare col cuore del suo romanzo mi ha indotto a ripromettermi di leggerlo appena possibile nonostante la mia ottusità maschile. Considerando che ho divorato le 150 pagine in poche ore capite da soli che ne è valsa, pienamente, la pena di combattere i miei pregiudizi. Quel che più colpisce è l’idea semplice ma credibile, lineare ma passionale, condita da una scrittura piacevole mai pesante nonostante narri situazioni di vita non proprio “leggere”. L’immedesimazione con la protagonista è alta e questo permette di “vivere” il romanzo, ben usati i flash-back,  che spazzano il ritmo fornendo diverse sotto trame. Un romanzo che può essere goduto maggiormente da persone sensibili e amanti della pittura (che è il filo conduttore della storia) ma che mi sento di consigliare a tutti.

 

“Il rapporto tra Nina e sua madre non era andato in pezzi come un vaso di vetro che viene travolto da un terremoto improvviso. Era stato piuttosto un mosaico di pezzettini fragili che un po’ alla volta si erano scollati, senza fare rumore ma distruggendo il disegno del loro affetto”

 

I personaggi principali sono godevoli nella loro particolarità e nella loro similitudine, nello straordinaria trasformazione che accompagna il filo invisibile della narrazione. Ben realizzate le storie secondarie specchio veritiero di un Italia di qualche decennio fa e piene di sorprese inattese. Un plauso a Francesca non era facile farmi “vedere” i quadri solo mediante la parole ma c’è riuscita in maniera sublime.

 

“Una gabbia fatta di un silenzio così assordante da riempire gli spazi lasciati bianchi da tutte le parole che non si erano detti, solo per non avere il coraggio di pronunciarne una in particolare. Un paio di sillabe che costavano quanto un romanzo intero”.

 

Il finale è molto bello, coerente con la storia e lascia molto appagati.

 

“Tutto si perde in un calderone di rimorsi e rimpianti, di cose non dette. E i rapporti che costruiamo sono intrecciati soltanto da invisibili fili di silenzi”

 

La copertina non mi fa impazzire ma ho potuto constatare che attrae.

 

“Avrebbe voluto andare da lui e scuoterlo, gridandogli di guardarla, sputargli addosso tutta la sua rabbia e la tristezza che aveva accumulato in quei mesi”

 

Consigliato principalmente al pubblico femminile ma leggibile da tutti.

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