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Il sigillo di Aetherea di Pietro Ferruzzi

July 23, 2018

 

 

Passione: 7 “In crescendo”

Originalità:  8  “Classico ma con idee interessanti”

Creazione del mondo: 7 “A tratti semplicistico”

Caratterizzazione personaggi: 9 “Ottimo”  

Trama e Intreccio: 9 “Piacevolmente elaborato”  

Incidenza del Fato: Medio-alta.

Copertina: 8 “la nuova” 4 La vecchia

Finale: 7 “Perde un punto per l’epilogo”

 

Stupidincipit

 

Nel mondo di Oppas va tutto bene l’ultimo cattivone è stato distrutto, il re è saggio e buono, i principi governano i loro territori senza invidie e nel bene comune, i troll sono alleati mansueti e fedeli, non ci sono guerre, non ci sono ladri, non ci sono scontri nemmeno nelle bettole più losche del regno tanto che i soldati ricamano a maglia o coltivano fiori per la noia. Ma poi le lune si scambiano in cielo e 3 demoni appaiono all'improvviso e i soldati con le loro giubbe nuove ricamate e i fiori al posto delle spade non sono in grado di salvare i principi e tutto ha inizio… e si scopre che poi non era tutto così perfetto e che il regno di Oppas ha bisogno di nuovi eroi per cui la Dea Aetherea ci mette lo zampino portando nuovi ricami per le giubbe delle truppe e nuove sementi …

 

Recensione:

 

L’era della luna rossa è un romanzo epico veramente piacevole, la passione cresce con l’evolversi della storia, all'inizio si zoppica inciampando su alcuni stereotipi ma arrivando a correre nel finale in cui ci si incolla alle pagine. Troll e umani sono protagonisti di questa storia dalle numerose e godevoli sotto trame che si dipanano lungo il percorso. Se mi piace molto la scelta di narrare ogni paragrafo seguendo un personaggio diverso è impossibile negare che Pietro abbia combinato qualche pasticcio con POV e narratore (nella versione che ho io, la nuova stampa è migliorata sensibilmente come ho potuto constatare). L’epicità del libro c’è tutta, gli ingredienti sono belli e succulenti: battaglie, intrighi , magia, un cattivone, divinità in contrasto, specie misteriose, mostri, trappole e sicuramente è un opera degna di stare nella mia libreria. Nonostante le oltre 600 pagine insomma è un libro che si legge in fretta.

 

“Tu… tu vieni in casa mia a elemosinare il mio aiuto. Non hai diritto di giudicarmi. Nessuno può dirmi cosa devo fare, io non dipendo da nessuno. Nessuno, capito?

 

Il mondo costruito è valido geograficamente parlando, la società umana fin troppo semplificata, molto meglio con le varie razze. Le battaglie sono avvincenti e credibili, ben gestite e descritte.

 

“Le fiamme avvolgevano l’albero da cima a fondo, il tronco ne era avviluppato, ma il legno ancora non accennava a consumarsi… una voce acuta e penetrante cominciò a recitare”.

 

I personaggi sono classici ma non per questo stonati, i protagonisti crescono molto bene con la storia e sono godevoli nella loro diversità. Devo intessere lodi per la gestione dei Troll, la parte migliore del libro, la loro organizzazione e le loro battaglie, anche a livello di personaggi sono le parti con maggiore inventiva e originalità. Molto bella anche la parte degli uomini-pantera.

 

“Uomini pantera nessuno potrà superarvi in agilità e potenza, in ferocia e intelligenza. Voi sarete i miei nuovi sicari”

 

La trama e l’intreccio sono molto ben eseguiti e intricati, mi piace molto quando i personaggi si separano, poi si incrociano, a volte si sfiorano ma poi ognuno segue la propria strada creando un ordito ben sviluppato e senza buchi.

 

“Anche la nostra storia parte dalla notte dell’allineamento delle lune, l’era della luna rossa è iniziata così

 

L’incidenza del fato è medio-alta, la presenza di una Dea e il suo oracolo mina molto l’indipendenza della compagnia ma, anche al di là di questo, la sensazione che alcune cose accadano per “dovere” è presente. Vedi marito di Azura o moglie di Cameron.

 

“Io Zanthur braccio di pietra, mi dichiaro il nuovo Re e vi guiderò alla conquista della terra degli umani, verso una nuova era, la nostra era!”

 

Il finale è incalzante e pieno di sorprese per cui lodevolissimo, non ho gradito il cambio di narrazione dell’epilogo (ma questione di gusti).

 

“la magia divina appartiene soltanto agli Dei e con loro è meglio non immischiarsi”

 

La copertina vecchia è da 4: richiama Brooks in maniera esagerata e per nulla coerente con il libro, la nuova è molto bella.

 

“il primo di voi che mi porterà la testa di quell'umano diventerà nobile e comanderà il primo reparto di assalto nella grande battaglia”

 

Consigliato a chiama il fantasy classico e predilige la trama alla forma.

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