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Ostilium, la porta dei demoni di Stefano Mancini

April 18, 2018

 

Passione: 8 “Di corsa”

Originalità:  7  “Rielaborazione di tema trito”

Creazione del mondo: 6 “Necessitava di maggiori dettagli”

Caratterizzazione personaggi: 9 “Ottimi”  

Trama e Intreccio: 8 “Semplice ma con sorpresa”

Incidenza del Fato: Media

Copertina: 9,5 “Ottima”

Finale: 9 “Alternativo”

 

Per recensioni di altri libri di Stefano Mancini qui

per la vecchia intervista del drago qui.

 

Stupidincipit (l'inizio del romanzo riscritto in forma ironica)

 

Fare il boia di mestiere è una scelta di vita mai semplice: solo lavoro, niente famiglia, niente amici, sesso solo a pagamento, clienti che non tornano mai una seconda volta e il disprezzo delle persone anche quando fai il tuo lavoro al meglio. La sfortuna è risaputo non è cieca infatti, appena firmi un contratto a chiamata senza assicurazione, i demoni iniziano ad invadere il mondo in cui vivi per cui tutti i criminali vengono sbattuti al fronte invece che passare sotto la tue scure. La tua vita diventa ancora peggiore del solito e ti rassegni ad una vita di stenti. Ma non basta. Quando un vecchio compagno dell’esercito ti propone una “gitarella fuoriporta” questa non può che, ovviamente, rivelarsi una missione suicida…

 

Recensione

 

L’inizio di questo romanzo è insolitamente intrigante, si parte da un esecuzione capitale e non si capisce, per i primi capitoli, chi sia il protagonista. In seguito la vicenda si delinea spingendo forte sulla tavoletta del gas, un terzetto veramente insolito è chiamato ad un’impresa epica ai limiti della resistenza umana. Inseguimenti, battaglie e colpi scena ben architettati dall’autore rendono piacevole lo scorrere delle pagine.  Personalmente, quindi una questione di gusti, i libri con “le missioni o gli oggetti da ritrovare” non sono più fra i miei favoriti ma ho trovato molto gustoso l’inganno che Mancini ha riservato ai lettori. Inutile negarlo l’idea di base Ostilium è classico del fantasy niente di nuovo ma originale è l’avventura che è stata costruita attorno ad essa (bella la parte nelle fogne). Il libro è molto faticoso si corre sempre, sempre, sempre anche allo stremo delle forze per cui preparatevi a stancarvi con i protagonisti mentre leggete.

 

“Nell’affondare i piedi nella bruma, a Blythe sembrò di percepire ancora l’eco delle grida di dolore e spavento che dovevano aver animato la città durante i giorni dell’assedio e poi del massacro.”

 

Se sullo stile e la forma Stefano è sicurezza di qualità, questa volta qualche difetto sulla trama emerge. Il dazio maggiore penso si paghi sulla costruzione del mondo in cui la frenesia degli avvenimenti, la costante fuga dai demoni inseguitori non permettono una spiegazione-costruzione narrativa solida e ricca di quei particolari che danno sapore alle storie (a me sono rimasti diversi “perché” nella mente).

 

“Per combattere un nemico devi conoscerlo, non credo esista verità più assoluta di questa”.

 

I tre personaggi principali sono perfetti nella loro individualità Keldrak perso e infognato nella sua missione, il boia che ritrova uno scopo nella vita seguendo l’amico e Blythe, la loro improbabile guida, spinta da una “misteriosa” motivazione personale. Geniale la parte del misterioso demone inseguitore che però forse avrebbe meritato maggior spazio.

 

“Non credere sia facile affrontare un demone. Non lo è con una spada in mano, figurati a parole”.

 

L’influenza del destino è media, i protagonisti a volte sono troppo fortunati anche se ci mettono del loro per uscirne vivi dai guai in cui si ficcano.

 

“Quel tipo Keldrak …lui è l’ultimo. Se uccidi lui, non ci sarà nessuna latro che possa tentare di seguirne le orme.”

 

Il finale è bello indubbiamente, probabilmente la parte più bella del romanzo e destinata a fare discutere, io personalmente lo approvo a pieni voti (se non fosse che, per chi ha il naso fino, sia precorribile).

 

“Non avevo bisogno di vedere questo posto per saperlo. Ma fosse anche l’ultima cosa che faccio, ti condurrò all’Ostilium”

 

La copertina è stupenda.

 

“tu …” l’additò “tu sei pazza!”

 

Consigliato a chi piaccioni i romanzi con Missione da compiere e a chi piacciono gli inseguimenti a perdifiato.

 

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