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Il sussurro dell'uomo nero di Emanuele Corsi - Nero Press

March 22, 2018

 

Passione: 8 “Piacevole”

Originalità: 8 “Elaborazione inusuale di un concetto noto”

Creazione del mondo: 8,5 “Semplice ma di valore”

Caratterizzazione personaggi: 8 “Ben realizzati”  

Trama e Intreccio: 8 “Adatto al pubblico di riferimento”

Incidenza del Fato: Media

Copertina: 9,5 “Ottima come le illustrazioni”

Finale: 9 “Intelligente”

 

 

Stupidincipit (l’inizio del romanzo riscritto in chiave stupidamente ironica)

 

Cosa succede se l’uomo nero seduce la tua dolce bambola con cui prendi il the tutti i pomeriggi? Semplice la tua bambola inizia parlare solo di calcio e di politica bestemmiando e bevendo birra. Il tuo unico protettore rimane il pupazzo che abbracciavi da piccola? Peccato che ora lui ti liquidi con un semplice “scusa ti vedo solo come amica” e insiste perché tu non lo abbracci più a quel modo. Una storia da brividi! Quando vieni aggredita da due dinosauri “cattivelli” e ti trasformi in un giocattolo a tua volta inizia l’avventura…

 

Recensione.

Emanuele mi catapulta in mondo letterario a me sconosciuto quello dei piccoli brividi per giovani ragazze. Il sussurro dell’uomo nero non è un libro di semplicistico terrore ma ricco di una tensione emotiva sempre altamente accattivante. Il tutto è realizzato evitando il facile ricorso a scene splatter ma anzi giocando su piccole finezze, piccoli espedienti inquietanti che strappano brividi. Le scene descritte risultano per nulla volgari e banali ma sempre decorate con una raffinata spennellata di “paura”. La storia prende spunto dalla vita ordinaria e quotidiana unita alle tradizioni del nostro paese. Una storia che potrebbe essere ambientata in ogni casa d’Italia e per questo il libro acquista ancora maggiore veridicità e immedesimazione. Penso che sia una gran bella idea per appassionare le lettrici più piccole e coraggiose più coraggiose alla lettura.

 

Era come se si fosse aperta una fessura sotto il suo corpo, una fessura che la risucchiava e la deformava nel tentativo di costringerla a passare”

 

La paura dell’uomo nero non è certo una argomento originale perché comunque proveniente dalla tradizione popolare ma originale è il modo in cui Emanuele ha voluto insegnarci ad affrontarlo.

 

“Lisa soffocò un urlo …pregando che se ne andasse… che tutto scomparisse come in un brutto sogno, perché doveva essere un sogno. Fu accontentata in parte”.

 

La trama è semplice e lineare ma logica (per quanto permette la vostra immaginazione) piacevole da leggere al buio della vostra cameretta (e poi dormite se ci riuscite).  Un sapiente uso dei capitoli rende piacevole rincorrere l’avventura sera dopo sera, capitolo per capitolo.

 

“Ho stretto un patto con l’Uomo nero e io sto portando a termine la mia parte di accordo”.

 

Quel che mi è piaciuto è che la protagonista trovi soluzioni adeguate alla sua età senza sconfinare nel mondo degli adulti. “Coso” è una spalla divertente e geniale: scostante, folle e ironico.

 

“Decisamente eri più dolce quando frignavi nella culla. Ora seguimi e zitta”.

 

Il mondo parallelo creato è ben realizzato per lo scopo instillare terrore mediante semplici giocattoli che si animano e una piacevolissima avventura di non semplice soluzione. Inoltre adesso potrò spigare a mia madre come mai i miei giocattoli erano sempre fuori posto. Devo ammettere però di essere rimasto colpito dal terrore suscitato nella trasformazione della mamma in una psyco-mamma più che da ogni altra figura inventata perché comunque la mamma è sempre il punto di riferimento e di consolazione di ogni bimbo. Questo è indice della potenza dell’uomo nero e dei pericoli che la protagonista deve affrontare.

 

“Mamma” urlò “mamma fammi uscire!”. Nessuno rispose dall’altra parte."

 

L’incidenza del fato è media. Le cose accadono spesso senza che la protagonista le crei ma c’è una buona parte di soluzioni trovate mediante il coraggio e l’ingegno. Quello che alza l’asticella del fato è la presenza della nonna cinese.

 

“Dall’ombra fra le guglie del castello emerse la sagoma gialla e viola di un ragno gigantesco”.

 

Il finale è stupendo prima di tutto perché creato dalle azioni della protagonista che riesce a scoprire come sconfiggere l’uomo nero grazie alla sua intelligenza e alle sue caratteristiche. I punti di debolezza diventano punti di forza. Inoltre l’uomo nero è veramente un cattivo degno di nota e gli ultimi capitoli tengono altissima l’attenzione.

 

“La scatola dei dinosauri si era deformata, come spingessero da dentro per uscire”

 

L’idea di inserire illustrazioni a colori è stupenda (brava la Nero press) e di grandissimo valore aggiunto. Lo stile di Ilaria Tuti risulta molto caldo e avvolgente oltre che splendidamente ancorato alla storia. La copertina è perfetta perché si riferisce al pubblico adatto al romanzo e comunica emozioni in relazione alla storia.

 

Consigliato alle bambine coraggiose che amano i brividi.

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