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La voce delle ombre di Paolo Lanzotti - Mondadori

February 27, 2018

 

Originalità: 9,5 “Ambientazione geniale”

Creazione del mondo: sv 

Caratterizzazione personaggi: 9 “Ottimi e vivi”  

Trama e Intreccio: 9 “Intrigante”                

Incidenza del Fato: Bassa

Copertina: 6 “Sufficiente”

Finale: 8 “Lineare”

 

Ho trovato questo romanzo giallo veramente intrigante e coinvolgente.  Meravigliosa l’ambientazione Veneziana nel periodo antecedente l’unità d’Italia. Le descrizioni di fatti, luoghi e personaggi rendono perfettamente il periodo storico. Il mistero narrato, frutto della fantasia dell’autore (la storia dell’omicidio di un “combattente per la liberazione”), perfettamente incasellato nel contesto realmente esistito e condito di “sotto-trame” o meglio “sotto-misteri” che rendono veramente ricca e godevole la lettura. Penso che il merito più grande dell’autore sia rendere naturale al lettore la proiezione in questa storia di fine ‘800 altrimenti aliena, per usi e costumi, al nostro vivere quotidiano.

 

“Signor Valier cosa significa essere uno sbirro?

Esserlo anche quando non ti piace”

 

La lettura è piacevole e coinvolgente (sentirete le bombe scoppiare in sottofondo e i sibili dei proiettili passarvi a pochi centimetri dalla testa), lo stile curato ma non pesante rendono il libro molto scorrevole (letto in 7 giorni) e appassionante soprattutto grazie alle continue svolte dovute agli “specchi per allodole” creati dalle “sotto-trame”.

 

“Tranquillizzatevi, se ho ragione, non lascerà Venezia prima di aver portato a termine il suo compito.

E quale sarebbe il suo compito a questo a questo punto?

Uccidermi!”

 

I personaggi sono curati meravigliosamente, dal primo all’ultimo indipendenti e capaci di agire per i propri scopi. Meravigliosa l’evoluzione del rapporto fra Valier “lo sbirro” e il suo assistente. Valier è un poliziotto fuori servizio forzato (cambio di potere al vertice della città) che si trova a dover trovare soluzione ad un omicidio in una Venezia che avvampa fra le bombe Asburgiche e i moti “rivoluzionari” che dividono la resistenza (ormai allo stremo) fra parti estremiste. L’uso della logica nella ricostruzione dell’avvenuto nonostante i mezzi poveri e la mancata collaborazione degli indagati renderà la soluzione del mistero accattivante fino all’ultima pagina. Molto apprezzata l’umana concezione del protagonista reso vivo dai suoi fantasmi, dalla sua mentalità e dai suoi errori.

 

“Il mestiere mi ha insegnato che preoccuparsi troppo, o troppo presto, non cambia le cose. In compenso, impedisce di ragionare con lucidità”.

 

L’incidenza del fato è bassa (come piace a me) tutto quel che accade è figlio della logica dei protagonisti e conseguenza del loro agire.

 

Il finale è lineare ma degnamente congegnato, il lettore rimane ancorato alla speranza che … molto palpitante. Mi sento di dire che manca un capitolo in cui si racconta (magari attraverso gli occhi del protagonista) l’annessione di Venezia all’Italia. Ottimo il fatto che alla fine le storie minori si chiudano senza lasciare sospesi.

 

“Signor Poli, voi siete circondato da uomini che mettono in gioco la propria vita, ogni giorno, in nome di un ideale. Lo chiamano Italia. Fatico a capire. Fatico ad accettare che esista. Eppure ammiro quegli uomini e invidio l’ardore con cui combattono per una speranza. Il mio ideale è sempre stato la giustizia. Lasciate che combatta per ciò che sono in grado di comprendere.”

 

Il mistero è ben congegnato (vi ho già parlato delle sotto-trame ingannevoli) ma la magia che ho provato è legata non tanto all’arrivare a scoprire il colpevole (avrete tutti gli elementi per arrivarci assieme al nostro indagatore) quanto all’essere comunque trasportati dalla storia e dal meccanismo affascinante della ricostruzione logica.

 

La copertina oltre a comunicare che siamo a Venezia non fa altro e si poteva certamente elaborare qualcosa di meglio in richiamo all’ambientazione storica. Non capisco per nulla invece la scelta del titolo.

 

Consigliato a tutti ma in particolar modo a chi ama i gialli veramente ben scritti.

 

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