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Dodici port. Io sono Lunar di Daisy Franchetto - Dark Zone

December 28, 2017

Passione: 7 “Non l’arma vincente”

Originalità:  9,5  “Meraviglioso”

Creazione del mondo: 7 “Alcune parti ingenue” 

Caratterizzazione personaggi: 9 “Spettacolare”  

Trama e Intreccio:  8 “Piu complesso di quel che appare”

Incidenza del Fato: Medio-alta

Copertina: 9 “Bellissima”

Finale: 7 “Lineare”

Intervista all'autrice qui.

Le dodici porte è indubbiamente uno dei romanzi più originali che io abbia mai letto, può a grandi linee ricordare Alice nel paese delle meraviglie per la follia intrinseca delle pagine ma è una cosa molto diversa molto molto più profonda. Tutta la narrazione è ripiena di doppi/tripli starti di lettura, messaggi non citati direttamente che ho adorato. Sembra uno specchio riflesso in uno specchio: non sai mai quale sia l’ultima immagine di rimando. Meraviglioso e difficile, pieno di contrasti: a volte sembra una banale favoletta per bambini altre un libro per pochi adulti a sensibilità elevata. A tratti disarmante per la semplicità ma pienamente e indubbiamente qualcosa di unico nel suo non essere un genere, non ho idea di come definirlo o inquadrarlo per categorizzarlo.

“Siamo delle bestie oscure, ma non siamo solo questo. Come ti chiami?”

“Ora vedo con chiarezza che sei spaventata e che c’è una ferita che ti lacera dentro. Vedo la tua speranza, la tua partecipazione alle sofferenze altrui e vedo il tuo coraggio”

Il libro parte forte come storia e sensazioni, non voglio spoilerare, questo inizio trae molto in inganno sul contenuto e lo stile del libro che “girato l’angolo” vira completamente su righe fantastiche che spiccano per l’originalità. Il filo conduttore resta sempre indissolubilmente legato all’incipit che spiazza il lettore con sensazioni forti e dubbi atroci: dove ci vorrà portare l’autrice? Precorrere la trama è fuori dal controllo del lettore perché si entra in un mondo folle ma, come già detto, di una follia profonda e piena di significati. Episodi separati che seguono un unico, terapeutico, percorso maturativo: vivibile, tangibile e pieno di essenza.

“La morte è molto diversa da ciò che si racconta. Attenta  a ciò che accetti di portare con te”

I personaggi sono incredibili ma nel senso buono, una innovazione strepitosa a volte ai limiti della pazzia che coinvolge indistintamente umani e animali e spiriti. Unica nota io odio i personaggi che tutto sanno come “La mamà”. Mentre il Diaballo è una figura magistralmente tenebrosa, uno dei punti più belli del libro.

“Se incontriamo Verità nel momento sbagliato non ci crederemo mai

La storia fantastica all’interno è accettabile se considerata al pari di una fiaba, se uno cerca avventura, combattimenti ed emozioni “da duro” ha sbagliato libro indubbiamente. Se vista con occhi da bambino invece assume diversi messaggi positivi pur rimanendo però non priva di sbavature.

La strada a volte pare troppo guidata dal destino, nel processo/via di Lunar

 

c’è sì una grande maturazione della protagonista ma un sentiero di mattoni dorati troppo evidente.

Il finale è in linea logica (quindi folle) la scelta dell’ultima porta/specchio rischiosa (a me non gradita).

La copertina è stupenda e lo è ancora di più se si possiedono tutti i libri della serie.

La storia di Lunar prosegue nei prossimi due volumi della saga e sicuramente non me li perderò.

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