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Khaemir di Federico Galdi - Plesio

December 7, 2017

Passione: 9 “Non vedi l’ora di leggerlo”

Originalità:  8 “Belle idee in un contesto Tolkeniano”

Creazione del mondo: 9,5 “Dettagliato e particolareggiato” 

Caratterizzazione personaggi: 9 “Ottima crescita”  

Trama e Intreccio:  8 “Complesso”

Incidenza del Fato: Bassa

Copertina: 8 “In linea con la serie”

Finale: 8,5 “Senza colpi di scena epici”

 

 

Potete leggere le recensioni di Bandlor e Nytrya qui o la vecchia intervista a Galdi qui.

 

Difficile scrivere questa recensione, davvero difficile essere oggettivi, lasciare da parte ogni questione personale buona o meno buona che sia. Mi piacerebbe scrivere che è un libro pessimo che conclude in maniera spregevole una saga potenzialmente bella solo per il gusto di immaginarmi il collega genovese impazzire di rabbia nella sua casetta mentre urla maledicendomi. Ma sarei spergiuro, non posso mentire perché così non è. Il buon Galdi merita molte lodi per l’abilità  con cui ha concluso questa serie, pertanto levo il cappello e batto le mani.

 

Non ricordo di avere mai atteso tanto (in dimensioni di tempo non di voglia) un episodio conclusivo di una saga di un autore italiano (Rothfuss a livello internazionale mi fa impazzire nell’attesa delle nuove avventure di Kvothe).

 

L’ultimo volume di una trilogia è una questione delicata, è il libro che ti farà ricordare da tutti con infamia o con lode, oggi posso affermare che Khaemir è valso ogni giorno di attesa. L’impresa non è facile e bisogna riconoscerlo perché da Bandlor a Nytrya i personaggi, i luoghi e gli intrecci sono andati crescendo rendendo quindi difficile portare a conclusione tutte le vicende in un unico, epico, finale.

 

“il nano si alzò in piedi indignato. “Sono un Re maledizione!” “Sei il Re del niente” replicò calmissima Gale “ E non si tratta di regalità, ma di cervello. Vuoi davvero rischiare di compromettere il futuro del tuo popolo solo per un eccesso di orgoglio o di ira?”

 

L’inizio non è dei migliori una pagina di riassunto dei libri precedenti è insufficiente soprattutto per chi, come me, ha i due primi capitoli con la polvere sulla libreria. Situazione aggravata dalla scelta dell’autore di riprendere la narrazione a tutto gas invece che reintrodurre dolcemente i personaggi. Mi sono ritrovato più volte a chiedermi: chi è il tizio di cui sto leggendo? Cosa aveva fatto prima? Se di Jarl, Thorengreim, Myrddion  e Gale mi ricordavo esattamente chi erano e le loro particolarità alcuni personaggi mi ha spiazzato decisamente per alcuni di questi capitoli iniziali.

 

Una volta riambientati la narrazione prosegue fluida e interessante come sempre, ricca di dettagli e in un mondo sempre molto diverso e ben caratterizzato regione per regione, città per città, razza per razza.

 

Tutto rose e fiori direte? Invece no, c’è una cosa che proprio non ho digerito. Attenzione. Una sasso messo storto non mi fa crollare il muro. Un opera si valuta nella sua totalità non nel singolo episodio ma è giusto chiarire anche perché del resto non parlerò che bene di questo libro.

 

ATTENZIONE SPOILER FINO A NUOVA PARTE IN GRASSETTO.

Finiamo Nytrya con la morte epica di Jarl, il draconico è morto, finito, inguaribile, stecchito, kaput io stesso avevo gli occhi lucidi per questo epico momento. Fine di un magnifico personaggio.

Quando un personaggio muore dispiace, ci si affeziona soprattutto ad un caotico come Jarl che combina sempre guai. Vederlo morire è stato un colpo ma vederselo risuscitare da un Drago per puro capriccio ha me ha fatto girare le balle.

Molti personaggi muoiono in questa trilogia, alcuni persino più importanti di Jarl. Perché loro no? Perché Jarl invece si? Si poteva scrivere tutto il volume senza Jarl? La risposta è si. Indubbiamente si. Avrebbe perso qualcosa ma avrebbe guadagnato immensamente in credibilità. Poi si può non essere d’accordo col mio pensiero ma sono affari vostri. Io ho dovuto prendere un digestivo per buttare giù questa resurrezione e continuare a leggere.

Attenzione lo so che ance Tremerys e il secondo di Myrddion sono stati riportati in semi-vita ma appunto semi-vita e giustificata dai cristalli ( e questo per me fa una bella differenza)

FINE SPOILER
 

La storia prosegue veloce, scorrevole e molto, molto piacevole tanto da arrivare a casa la sera e non vedere l’ora in cui i bimbi vanno a letto per poter leggere in santa pace anche perché Khaemir richiede concentrazione: Il gioco del trono qui è talmente complesso e delicato che Martin avrebbe da imparare (i druidi, mamma mia i druidi, che intrighi).

 

“Vuoi dirmi che i nani usano un elmo come corona?” "La corona di un Re guerriero può essere solo un elmo”.

 

I personaggi principali pur rimanendo nelle loro peculiarità subiscono una maturazione veramente eccellente (Thorengreim diventa più saggio e controllato, Myrddion meno sfigato del solito e Jarl torna al passato di carnefice). A livello di nuovi personaggi merita una menzione il capitano Neam.

 

A metà libro ci sono due punti di svolta, quei momenti culmine che fanno moltiplicare le stelline nelle valutazioni, Il primo quando Bragion mostra a Myrddion ciò che nascono i nani nelle profondità della loro antica città e allora si capisce finalmente quale sia l’idea base di questa saga rendendola magnifica e  il secondo è quando viene spiegata la natura dell’arma maledetta l’uovo di drago  in mano agli atlantidei. Geniale il modo in cui siamo stati tratti in inganno.

 

 “Circa tremila nani in questa città che sotto la mia guida potrebbero essere in grado di fabbricare armi che nessun niveris ha mai potuto impugnare. Combatteremo la magia con fuoco e vapore. Ma avrà un prezzo.”

 

L’incidenza del fato è bassa, ogni personaggio si muove sulla scacchiera meditando ogni mossa e contromossa. Ottimo.

 

La copertina in linea con la serie è di valore.

 

Il finale. Il finale è epico, ben descritto negli scontri che risultano veri ed emozionanti ma sicuramente manca di qualche spunto che lo renda indimenticabile. Bello, per carità bello a livello di tutto il resto del libro ma manca il guizzo finale, mancano sorprese, tutto accade come il lettore in effetti si aspetta. Ho sentito molto la mancanza della chiusura delle vicende personali di molti personaggi secondari.

 

Una saga che consiglio a tutti da leggere (tranne agli amanti degli elfi, gli orecchie a punta qui non fanno bella figura) soprattutto agli amanti dei nani come razza.

 

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